Additivi biodegradabili: l’azienda campana permette di smaltire prodotti in plastica nell’atmosfera senza inquinare.
Buste di plastica, piatti e bicchieri, involucri vari, ma anche gli stessi sacchetti comunemente utilizzati per trasportare la spazzatura: un mondo di oggetti che quotidianamente dovrebbero far parte della raccolta differenziata, ma che, grazie a dei nuovi additivi proposti da un’azienda campana, nel futuro prossimo potranno fare parte dell’umido ed essere velocemente scomposti in discarica e, quindi, nell’atmosfera.
A lanciare questa sfida nel Sud Europa è un’azienda campana, la At&Service, che distribuisce in tutta l’area di riferimento l’EcoPure, un additivo biodegradabile che, usato nella misura minima dell’un per cento in aggiunta al polimero, permette al prodotto in plastica di essere demolito qualora venga collocata in un ambiente ricco di microbi, come ad esempio una discarica o un compost.
Un prodotto dal grande futuro viste anche le nuove leggi che piace ai consumatori, poiché, oltre a essere conveniente, allo stesso tempo comporta sicurezza per il futuro dei figli e trattandosi di un prodotto biodegradabile ai produttori, perché possono realizzare prodotti che con o senza l’aggiunta di additivo presentano le stesse proprietà fisiche e resistenza alla trazione; in alcuni casi le prestazioni dei loro prodotti migliorano senza modificare le materie prime, né i processi di fabbricazione.
La differenza sta nello smaltimento. Data la biodegradabilità dei prodotti, infatti, dopo che il prodotto ha completato la sua vita utile può essere messo in una discarica o un impianto di compostaggio (a seconda del tipo di resina e di spessore). Lì, EcoPure inizia il suo lavoro. I microbi permettono di abbattere quelle “sintetiche” catene di polimeri in monomeri organici. L’aggiunta di sostanze nutritive che invoglia i microbi a insediarsi dentro e intorno alla plastica determina la secrezione di acidi che rompono le lunghe molecole. Come qualsiasi altro materiale organico che è biodegradabile, la plastica crea sottoprodotti, la maggior parte delle quali sono utili, tra cui humus (che può essere utilizzato come concime) e il metano (che può essere utilizzato come combustibile). Questo processo di biodegradazione può avvenire in condizioni aerobiche (in cui vi è l’ossigeno, come in un impianto di compostaggio) o in condizioni anaerobiche (in assenza di ossigeno, come in una discarica chiusa). Essa può avvenire con o senza la presenza di luce, calore o umidità.
I due soci della At&Service (distributore autorizzato in Italia della tecnologia EcoPure) sono Vincenzo Chianese e Cesario Perfetto, due imprenditori appena quarantenni che hanno la concessione per la distribuzione in tutto il Sud Europa dell’EcoPure, veri e propri pionieri del biodegradabile. Il prodotto, che, oltre a essere usato per le buste di plastica, sarà utilizzato per la fabbricazione di giocattoli, oggetti monouso e contenitori per alimenti, è ovviamente non nocivo e atossico e ha avuto prima ancora di essere distribuito, l’approvazione dell’Fda (Food and Drug Administration) statunitense.